Cos’è la sindrome dell’apnea notturna del sonno?
La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAs) è una patologia caratterizzata dal collasso completo (apnea) o parziale (ipopnea), delle alte vie aeree superiori durante il sonno.
Il collasso determina l’ostruzione delle vie aeree e per questo riduce la quantità di ossigeno che giunge ai polmoni (ipossia), che innesca una serie di meccanismi di compenso tra cui l’attivazione del sistema nervoso simpatico che incrementa il rischio di patologia cardiovascolare.
Tale collasso può avvenire in una o più aree delle vie aeree nello stesso paziente: per una terapia risolutiva di successo tutte le aree interessate devono essere individuate mediante la endoscopia dinamica. Le apnee e/o ipopnee comportano frequenti risvegli e conseguente sonnolenza durante il giorno.
Su scala planetaria uno studio del 2019 comparso sul Lancet stima in circa 1 miliardo il numero di pazienti affetti da OSAs nella fascia di età compresa tra i 30 e i 70 anni.
Su scala nazionale, uno studio eseguito presso l’Istituto CERGAS (Università Bocconi) nel 2019 stima in 24 milioni i pazienti affetti da tale patologie.
Lo stesso studio riporta che solo il 2% della popolazione stimata affetta da OSAs è stato trattato dal servizio sanitario Nazionale italiano.
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Conseguenze importanti di tale condizione è dunque un ampio spettro di complicanze cardiovascolari, metaboliche e neurocognitive, che diminuiscono il livello di concentrazione e la efficienza lavorativa della persona affetta da OSAs: questo si può tradurre in un più elevato rischio di incidenti stradali e sul lavoro. Questo problema diventa particolarmente importante quando la patologia OSAs colpisce soggetti che svolgono attività professionali particolarmente impegnative come, ad esempio, i piloti aerei e i conducenti di autobus.
Per quel che riguarda la popolazione giovanile una misconosciuta sindrome OSAs in soggetti che praticano sport, può incrementare la possibilità di patologia cardiorespiratoria. Nel sesso femminile esistono alcune peculiarità nella epidemiologia: l’OSAs è poco frequente sino alla menopausa, successivamente l’incidenza di questa patologia si equipara a quella del sesso maschile diventando estremamente frequente. L’OSAs in età pediatrica è argomento particolarmente importante, perché in questa fascia di età, oltre alle già citate complicanze della patologia, possiamo avere anche alterazioni dello sviluppo psicofisico e/o limitazioni nell’apprendimento scolastico.
Il trattamento dei piccoli pazienti inoltre pone problemi pratici connessi con la scarsa collaborazione. Negli ultimi anni gli studi sull’OSAs sono aumentati notevolmente, ma nella pratica clinica la malattia non viene diagnosticata in tutti i pazienti affetti da OSAs perché l’esame di elezione per tale patologia (polisonnografia), richiede una organizzazione a supporto del medico specialista.
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